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Il Veneto, l’arte, il cinema e le altre virtù

Innumerevoli suggestioni possono condurre alla riscoperta di una modernità veneta che ha saputo raccogliere e mettere a frutto l’eredità di un ricco passato e si affaccia al futuro con la sua storica vocazione di regione “aperta”, di terra di mercanti, artisti ed intellettuali, di amanti della natura e del buon vivere.

Con l’arrivo di Napoleone nel 1797 e la successiva annessione al Lombardo Veneto, Venezia restò poco più di un capoluogo di provincia.

E, nel tempo, allo splendore artistico dei secoli passati antepose la crescita portuale e industriale.

Ai primi anni del ‘900 risalgono la creazione di grandi fabbriche (Mulino Stucky, Cotonificio Veneziano, Officine del Gas) ai margini dello spazio urbano, la costruzione della stazione ferroviaria che la collega alla terraferma, l’ammodernamento dell’Arsenale e l’annessione di Mestre e Marghera.

Ma questi sono anche gli anni della nascita della Biennale, che rinnova la vocazione internazionale di Venezia. Più tardi saranno quelli del festival cinematografico e dell’atmosfera belle èpoque del Lido, poi dell’apertura del museo Peggy Guggenheim, che ha consacrato la città fra le capitali mondiali della cultura.

Oggi nel panorama dell’offerta turistica internazionale il Veneto si impone con l’ineguagliabile patrimonio delle sue città d’arte, con la generosità di un paesaggio ricco e vario, oltre che con una nuova consapevolezza volta volta prima di tutto al recupero: delle aree industriali dismesse, di una Laguna retta da un equilibrio fragile, di una vocazione internazionale di lunga storia.