Turismo a Vicenza nel 2010
Due gallesi, arrivati nelle terre beriche dopo un tour di città svizzere, si sono detti piacevolmente stupiti: «Un bel Capodanno in piazza con la musica giovane e un primo dell’anno in visita ai monumenti palladiani» hanno commentato.
Sono i primi turisti stranieri ad aver visitato gli uffici Iat di piazza Matteotti l’1 gennaio verso le 10, seguiti subito dopo da gruppetti di francesi e di giapponesi.
Hanno chiesto delle ville, hanno sfogliato gli itinerari in mountain bike. Nonostante bar e ristoranti chiusi, hanno passeggiato volentieri. Così come la professoressa di Pavia giunta in città in treno di “rientro” da Treviso dove ha visitato la mostra “La via della seta”.
«Ma c’è un evento?» è stato il ritornello di chi chiedeva informazioni in tutti gli uffici Iat della provincia. E se in Altopiano – alberghi ad Asiago da tutto esaurito, piste aperte grazie ai cannoni sparaneve – le occasioni culturali e le feste nonsono mancate, nel resto della provincia il flusso dei turisti è stato lento e singolare. A più d’uno l’1 gennaio sono stati regalati guide e calendari in omaggio.
A Tonezza dagli 80 ai 90 ingressi al giorno e lo Iat ha distribuito soprattutto consigli su escursioni e pessaggiate; a Recoaro turismo italiano anche da fuori regione desideroso di ipotizzare rilassanti vacanze estive. A Bassano molte domande su mostre, ristoranti e manifestazioni, con due ospiti di Pistoia ad aprire l’anno l’1 gennaio.
Rispetto al 2009 i dati sono sicuramente in calo, ma non sconfortante: bisogna pensare che la prima settimana del 2009 è coincisa con l’ultima settimana di visita alla grande mostra Palladio 500 a palazzo Barbaran da Porto. Negli uffici di piazza Matteotti entravano oltre 300 turisti al giorno , contro i 140-160 di questo inizio anno, metà italiani e metà stranieri; in piazza dei Signori nel 2009 si sono raggiunte punte di 334 turisti al giorno, contro i 60-90 di quest’anno.
L’effetto Palladio c’è ancora, nel senso che il sistema delle ville e delle opere palladiane è una attrattiva costante. Ma è chiaro che bisognerebbe programmare un evento ogni anno in occasione delle feste per sperare di agganciare il turismo e soprattutto garantire accoglienza e monumenti aperti.
Cosa che non è avvenuta, a partire dalle molte ville chiuse e dallo stesso teatro Olimpico che lunedì 4 ha osservato… regolare turno di chiusura, con malumori di chi è arrivato ai cancelli.
